Quando un mutuo è usurario e come recuperare gli interessi.

Si parla di mutuo usurario quando il tasso di interesse applicato al proprio finanziamento supera una determinata soglia stabilita dalla Banca d’Italia per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze.  Ogni tre mesi avviene la pubblicazione sul sito della Banca d’Italia dei tassi medi applicati alle operazioni di finanziamento per la definizione stessa del tasso usurario.

Il mutuo usurario è salito alla ribalda circa 2 anni fa, quando fu mandato in onda un servizio de ” LE IENE” che potete trovare qui http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/392725/pelazza-quando-le-banche-sbagliano.html

Video le Iene sul tasso usuraio

Questi tassi, aumentati di circa un quarto, a cui si aggiungono altri quattro punti percentuali, stanno a rappresentare il tasso al di là del quale si raggiungono i livelli fuori legge e scatta direttamente il reato di usura.

Secondo la legge in vigore, i tassi di un prestito che superano il tasso usurario vengono considerati come non apposti, per cui al prestito in vigore sarà applicato un Taeg corrispondente al tasso nominale  minimo dei Bot annuali emessi nei mesi precedenti alla conclusione del contratto.

E’ possibile verificare mediante appositi calcolatori presenti sulla rete, attraverso un preciso calcolo matematico, se i tassi applicati al vostro prestito rientrano o meno nei limiti stabiliti dalla legge. Per poter utilizzare questi calcolatori dovrete fornire precise informazioni sulle spese sostenute e sui tassi applicati. Trovarle non è assolutamente difficile, basta leggere sul contratto di mutuo o di prestito che avete firmato per accendere il finanziamento.

Se il tasso che vi è stato applicato risulterà usurario in funzione del calcolo effettuato dal programma, potrete rivolgervi alla banca o alla vostra finanziaria per fare reclamo.  Nel caso in cui l’istituto di credito interessato dal reclamo non intervenga variando il tasso applicato potrete rivolgervi all’Arbitro bancario e finanziario, che, dobbiamo dire con l’amaro in bocca, ultimamente sta’ prendendo decisioni non proprio favorevoli ai clienti.

Se anche l’arbitro da’ un giudizio negativo e respinge il vostro reclamo è possibile rivolgersi  all’Autorità giudiziaria fornendo una precisa perizia econometrica, effettuata da enti specializzati.

Recenti sentenze hanno dato ragione alle pretese dei clienti di farsi restituire tutti gli interessi versati su mutui, in quanto quelli di mora sarebbero risultati usurari. Sono sempre più numerose le sentenze che negano la chance di sommare agli interessi moratori quelli corrispettivi (ma se soltanto i primi sono usurari la banca dovrà restituire tutti gli interessi).

Nello specifico un’ordinanza del Tribunale di Napoli risalente al 4 giugno scorso ha stabilito che qualora sussista nei contratti mutuo la “clausola di salvaguardia” si evita la configurabilità di un’eventuale usura, a causa della sostituzione automatica del tasso moratorio, che potrebbe risultare usurario, con la soglia d’usura. In parole povere dai tribunali italiani si da’ uno stop generale alle  pretese, quelle infondate, di alcuni clienti ma allo stesso tempo sembrerebbero salvaguardate quelle dei clienti a cui sono stati veramente applicati tassi da usura, dando un deciso stop ai mutui usurari.

Nel caso del Tribunale di Napoli i clienti hanno richiesto la sospensione dell’esecuzione sugli immobili iniziata dalla banca, affermando che i tassi moratori concordati nel mutuo fondiario risultavano usurari.  Il giudice, tuttavia, ha rigettato l’istanza, ritenendo che la “clausola di salvaguardia” escludesse di per sé la presenza di usura.

Nello specifico, quest’ultima recita: << la misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell’articolo 2, comma quattro, della legge 7 marzo 1986, n.108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di dato limite, che la misura sia pari al limite medesimo >>.

Una sentenza importante della Cassazione  (qui il pdf)  in merito all’usura nei tassi sui mutui è stata emessa il 9 gennaio 2013, n.350, dove viene specificato che i mutui sono usurari se la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora supera la soglia d’usura.

Facciamo un esempio, per valutare se vi sia la presenza di un mutuo usurario, la maggiorazione da considerare insieme al tasso corrispettivo non è l’intero tasso di mora. Se, facendo un’ipotesi, il tasso corrispettivo del mutuo ammonta al 5% e la maggiorazione prevista in caso di mora è del 3, il tasso di mora sarà allora dell’8%. Vi sarà pertanto un mutuo usurario se il tasso corrispettivo (in questo caso del 5%) è superiore al tasso soglia d’usura e anche se questo avviene per il tasso di mora (che in questo caso ammonta all’8%), ma non se il superamento deriva dalla somma di entrambi i tassi (13%).

In Italia ci sono molte storie che riconducono all’usura nei mutui, una tra le tante, che ci ha colpito particolarmente è quella di un imprenditore che si è ribellato a questo sistema, Giuseppe Alunni. Nonostante la sua azienda stesse andando bene, i conti non tornavano e alla fine ha deciso di andare a fondo nella finanza della sua azienda, scoprendo che lo stesso istituto di credito che avrebbe dovuto dare respiro all’azienda la stava in realtà soffocando con tassi da usura sul credito che gli veniva concesso.

Da lì il suo desiderio di raccontare agli italiani la sua disavventura scrivendo un libro “Salvarsi dalle banche”, di cui si può immaginare il contenuto già dal titolo. Il suo desiderio è che gli italiani sappiano, in modo da potersi liberare da questa schiavitù, sia le famiglie che le imprese.

Ma come agire? Da chi ricevere assistenza per recuperare gli interessi non dovuti? Uno degli istituti al quale potete rivolgervi è il Codacons. Iscrivendosi come socio aggregato al costo di 50 euro e inviando all’ente il contratto di mutuo con relativo documento di sintesi e rate di ammortamento, lo staff legale del Codacons analizzerà in modo totalmente gratuito il vostro contratto, dandovi la possibilità di richiedere alle banche la restituzione di tutti gli interessi corrisposti, finendo di pagare le rate del vostro mutuo per la sola quota capitale.

Difendersi è possibile, molte persone ci stanno provando e continueranno a provarci. Certamente vero che alcune non ottengono risultati o si impegnano in processi che durano anni e nei quali la ragioneviene sempre data agli istituti di credito. Tuttavia stare a guardare senza reagire non è giusto. Quindi non esitate a controllare il vostro mutuo e ad agire di conseguenza qualora risulti necessario!


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